sabato 6 novembre 2010

Perugia tra gioia e rivoluzione

Pubblicato da deborah.foti


Perugia si ribella ai tagli “distruzione” fatti dal governo in carica, rivendicando l’art.34 della nostra Costituzione.

“Gioia e Rivoluzione” cantavano gli Area svariati decenni fa capitanati dal noto Demetrio Stratos, ed è proprio questa l’atmosfera che si respira camminando per le vie di Perugia, famosa città studentesca. Ciò che oggi chiedono proprio questi studenti è la possibilità di poter continuare a studiare, rivendicando così un diritto fondamentale ben esplicitato nell’Art. 34 della Costituzione Italiana che recita esattamente:

“La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.”

Il nostro governo, per affrontare la crisi economica, ha deciso di rientrare nelle spese tagliando in modo vertiginoso sui fondi che ogni anno distribuisce alle scuole ed alle università pubbliche ed ovviamente la conseguenza di questi tagli è che ogni ateneo d’Italia non potrà più garantire agli studenti che ne hanno diritto le borse di studio, fondamentali per tutti coloro che sono costretti a studiare fuori casa.

Le cifre sono chiarissime e del tutto allarmanti, il fondo dello Stato per le borse di studio universitarie dell’Umbria passa da 9.338.000 euro a 3.581.000 euro. Un taglio netto del circa 60% che per l’anno accademico 2010/2011 vedrà circa 3.500 studenti senza borsa di studio, pur avendone diritto.

Queste cifre da capogiro hanno messo in agitazione non solo molti studenti residenti nei collegi e non , ma persino l’Amministratore unico dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio, Maurizio Oliviero, che, appoggiando totalmente gli studenti in questa causa, ha scritto una lettera indirizzata al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ed alla Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.

Le notizie sconcertanti galoppano di ora in ora e lo stesso Maurizio Oliviero rende noto che nei prossimi due anni ci saranno ulteriori tagli nella destinazione nazionale dei fondi per il diritto allo studio: 25, 7 milioni di euro per il 2011 e soltanto 13 milioni di euro verranno stanziati per il 2013, somma che non basterebbe neanche a coprire le spese della sola regione Umbria.

Gli studenti si sono quindi organizzati in questi giorni sul da farsi per risolvere una questione così scottante che vedrebbe costretti molti di loro a lasciare l’Università, difatti il 4 Novembre 2010 una delegazione degli studenti ha avuto modo di incontrarsi con la Presidente della Regione Umbria che ha rinnovato il suo impegno politico riguardo questa situazione e che ha naturalmente assicurato il sostegno economico per coprire una parte, seppur ridotta, del danno causato dal governo. E proprio mentre la delegazione studentesca stava incontrando Catiuscia Marini, fuori dal Palazzo della Regione un centinaio di studenti hanno organizzato un sit-in che li vedeva studiare, in segno di protesta contro un diritto che, così facendo, gli viene del tutto negato.

La stessa identica cosa è successa ieri, 5 Novembre 2010, mentre la stessa delegazione studentesca, accompagnata da Maurizio Oliviero, ha incontrato il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, per discutere a fondo della questione, valutando ovviamente non solo il danno culturale, ma anche quello economico che subirebbe una città come Perugia che vive, quasi esclusivamente, grazie alle migliaia di studenti iscritti a questo ateneo.

La situazione generale del nostro Paese sta degenerando a passi da gigante, difatti i tagli “distruzione” stanno picchiando tutte le regioni, dalla Toscana, all’Emilia Romagna, alla Sicilia e al Lazio.  Così facendo, il nostro governo sta negando il futuro agli studenti e di conseguenza al nostro Paese, quindi è ora di trovare delle soluzioni adeguate alla crisi, prima che sia troppo tardi.

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